La nuova riforma europea sul digitale e ricadute sul locale

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Convegno Corecom Lombardia

LA NUOVA RIFORMA EUROPEA SUL DIGITALE E RICADUTE SUL LOCALE

Milano, 13 maggio 2021

Saluto introduttivo di Giacomo Lasorella

1. Desidero innanzitutto ringraziare il Corecom Lombardia, e la sua presidente Marianna Sala, per l’organizzazione di questo convegno e per l’invito ad intervenire su un tema di rilievo fondamentale per l’Autorità che mi onoro di presiedere: la nuova disciplina europea del settore digitale e il prossimo recepimento delle direttive di settore grazie alle quali la regolazione verrà adeguata all’evoluzione tecnologica e di mercato. Il mio sarà un breve saluto, successivamente interverrà nel dibattito la collega Laura Aria, che, anche alla luce della sua grande esperienza nel settore, svilupperà alcune riflessioni su temi di cui abbiamo a lungo parlato. Ma l’occasione di questo saluto mi è particolarmente gradita per testimoniare l’attenzione di Agcom sulle novità e sulle grandi prospettive di sviluppo offerte da questa nuova riforma, oltre che per alimentare un costante dialogo con i Corecom, che costituiscono un interlocutore molto importante per la nostra Istituzione.

2. Lo scorso 23 aprile è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di delegazione europea (legge n. 53/2021) che stabilisce i principi e i criteri direttivi che il legislatore delegato sarà chiamato a seguire per rinnovare il quadro normativo in materia di servizi di comunicazione elettronica, di servizi media audiovisivi e di diritto d’autore nel mercato digitale. Quella che stiamo vivendo è una rivoluzione digitale che apre una nuova fase per i sistemi costituzionali occidentali, i quali, anche nel mondo della rete, saranno chiamati a preservare la libertà di espressione e a bilanciarla con il rispetto di altri diritti costituzionalmente garantiti.

Le linee di intervento per il legislatore nazionale sono numerose: con l’adozione di un Nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche si introdurranno misure per lo sviluppo della connettività e per potenziare gli investimenti in reti a banda ultra-larga, sia fisse che mobili, garantendo la più ampia diffusione, per tutti i cittadini, delle reti ad altissima velocità; il legislatore dovrà poi procedere a recepire la nuova direttiva SMAV e ad emanare un nuovo Testo Unico dei servizi di media digitali, assicurando un’adeguata tutela degli utenti in relazione ai contenuti audiovisivi, anche sul fronte di Internet, e, in particolare, da parte delle piattaforme per la condivisione dei video; inoltre, grazie alla nuova direttiva europea sul diritto d’autore si responsabilizzeranno le piattaforme digitali, ponendo un freno alla pirateria digitale e allo sfruttamento dei contenuti online.
Si tratta, evidentemente, di una serie di riforme cruciali per tutti gli attori coinvolti e in particolare per Agcom, cui saranno assegnate nuove competenze.
Sullo sfondo vi sono poi i procedimenti in corso in sede europea per l’elaborazione del Digital Services Act e del Digital Markets Act, che dovranno costituire la nuova cornice normativa complessiva per tutti gli interventi nel settore.

3. Il processo di convergenza tra le varie piattaforme di trasmissione ha accelerato l’evoluzione dell’ecosistema digitale. L’incremento del consumo di contenuti veicolati da Internet ha reso necessario garantire ai cittadini l’accesso a una rete veloce e di qualità. Per cui la questione delle reti si interseca con la questione della fruizione dei contenuti, offerti dagli operatori tradizionali e da new players quali le piattaforme digitali. In tale contesto, diviene sempre più indispensabile garantire il pluralismo informativo e assicurare un’adeguata tutela dei diritti fondamentali dei cittadini anche nella nuova agorà digitale.
Contenuti, come videoclip e video generati dagli utenti, hanno acquisito una crescente importanza e, ad esempio, per tale ragione la nuova direttiva sui servizi di media audiovisivi dedica un intero capo alle piattaforme per la condivisione di video, estendendo ad esse alcune disposizioni, già in vigore per i fornitori di servizi media audiovisivi, a tutela dei minori e di contrasto all’hate speech.
A questo proposito vorrei dire una cosa sul processo di recepimento della direttiva Smav e sulla riscrittura del Tusmar. A mio avviso – ed è un tema che certamente tratterà anche la collega Aria – questa della revisione del Tusmar è una straordinaria occasione non solo per il recepimento delle singole norme della direttiva ma per un ripensamento complessivo delle norme sul settore radiotelevisivo alla luce del nuovo ecosistema digitale. In altre parole, la sfida è quella, ferme restando le peculiarità del settore audiovisivo, di un ripensamento complessivo della disciplina del sistema.
Un’altra sfida importantissima è quella di mettere a punto quei meccanismi di coregolazione delle piattaforme digitali, previsti dalla direttiva, che potranno costituire anche un paradigma importante per la regolazione di questo mondo complesso.
Parafrasando il titolo di un fortunato saggio di un autorevole costituzionalista americano, il Prof. Balkin (l’autore si riferisce alla libertà di manifestazione del pensiero, ma la prospettiva può essere allargata all’insieme dei diritti in rete), si può certamente ritenere che il rapporto tra autorità e libertà, nella rete, non è più articolato secondo una dinamica dualista, nel rapporto tradizionale tra stato e cittadino, fosse quest’ultimo singolo utente, giornalista o editore, ma, in questo nostro ventunesimo secolo, esso ha assunto le forme di un triangolo, dove in un angolo vi sono gli stati-nazione e l’Unione europea; nel secondo angolo vi sono coloro che esprimono il proprio pensiero, i mass media tradizionali, le organizzazioni della società civile, ma nel terzo vi sono inevitabilmente le aziende private titolari della infrastruttura di Internet, comprese le aziende di social media, i motori di ricerca e così via.

4. Il ruolo svolto delle piattaforme online e l’esigenza di regolamentare e responsabilizzare questi nuovi attori è ben nota ad Agcom: lo scorso febbraio il Consiglio dell’Autorità ha avviato (con delibera n. 44/21/CONS) un’indagine conoscitiva sul ruolo delle piattaforme online nell’ecosistema digitale, il cui scopo è studiare l’ecosistema digitale in tutte le sue componenti e in relazione al quadro normativo nazionale, europeo e internazionale. I servizi offerti dalle piattaforme online verranno valutati dal punto di vista della concorrenza e in relazione a profili, quali la tutela del pluralismo politico, sociale e culturale, la salvaguardia dell’informazione come servizio di interesse generale, incluso il diritto dei cittadini ad essere informati, la protezione della dignità delle persone, nel pieno riconoscimento della libertà di espressione e della libertà editoriale.

5. Conclusivamente, mi preme sottolineare l’intenzione di questo Consiglio di valorizzare appieno il ruolo dei Corecom, istituzioni essenziali per il perseguimento degli obiettivi della tutela del pluralismo anche in sede locale. In questa direzione si colloca la proroga di un anno dell’Accordo quadro del 2018 per avviare un percorso di riforma che consenta di sviluppare il più possibile la preziosa collaborazione con i Corecom e garantire, alla luce dell’evoluzione tecnologica e delle modalità di fruizione dei contenuti, la migliore efficacia ed efficienza delle funzioni ad essi delegate. E ciò, evidentemente, anche alla luce del recepimento delle nuove discipline di settore cui ho fatto sopra riferimento.

6. È necessario modernizzare l’attuale quadro normativo digitale e l’auspicio è che si arrivi quanto prima a dei testi di settore condivisi. Concludo qui il mio saluto per non sottrarre altro tempo alla discussione, vi ringrazio e auguro a tutti un proficuo lavoro.

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